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Maurits Cornelis Escher ([ˈmʌurɪts kɔrˈneːlɪs ˈɛʃər], ; Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972) è stato un incisore e grafico olandese.
Il nome di Escher è indissolubilmente legato alle sue incisioni su legno, litografie e mezzetinte che tendono a presentare costruzioni impossibili, esplorazioni dell'infinito, tassellature del piano e dello spazio e motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme via via differenti.
Le opere di Escher sono infatti molto amate dagli scienziati, logici, matematici e fisici che apprezzano il suo uso razionale di poliedri, distorsioni geometriche ed interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza, sovente per ottenere effetti paradossali.
Biografia
Giovinezza
Maurits Cornelis Escher nacque il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, in Frisia, ultimogenito dell'ingegnere idraulico George Arnold Escher e di Sara Gleichman. Nel 1903 la famiglia si trasferì a Arnhem, dove il giovane Maurits ricevette la prima educazione nelle scuole elementari locali. Per le varie materie insegnate a scuola «Mauk» (come era affettuosamente soprannominato nella famiglia e tra gli amici) rivelò un interesse saltuario e inadeguato, tanto che dovette ripetere l'anno scolastico per ben due volte. Solo il disegno era in grado di allietare le sue ore dietro i banchi: Escher, in effetti, si dedicò alle arti grafiche con sincero entusiasmo, e già adolescente sapeva praticare con maestria l'incisione su linoleum. Sono molti, dopotutto, gli indizi che già consentono di cogliere il lievitare della vocazione grafica del giovane Maurits, che tuttavia anche in questo fu incompreso e combattuto, come dimostrano i mortificanti voti ricevuti durante gli esami d'arte. «Uccello in gabbia»: era questa la traccia grafica fornita dalla commissione d'esame che, con grande disappunto del candidato e del suo insegnante F. W. van der Haagen, disdegnò l'interpretazione datane da Escher.
Escher, tuttavia, era pienamente consapevole del proprio talento artistico superiore alla media e perciò, non curandosi degli esiti disastrosi del suo precedente percorso scolastico, nel 1918 passò all'università tecnica di Delft, che abbandonò nel 1919 in favore della Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, dove apprese i rudimenti dell'intaglio.